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Actiniaria
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top
Le mwbaattinie o mwbqanemoni di mare (mwbgActiniaria mwbwHertwig, 1882) sono un mwcaordine di mwcqcnidari mwcgantozoi mwcwpolipoidi mwdabentonici mwdqsessili della mwdgsottoclasse degli mwdwesacoralli.cite-ref-worms-1-0[1]
Le anemoni di mare (nome generalmente usato per designare l'ordine Actiniaria) sono tra i membri più diversificati e di successo della sottoclasse Hexacorallia. Occupano habitat marini mwfqbentonici a tutte le profondità e latitudini. Actiniaria comprende circa mwfg1 200 mwfwspecie di mwgapolipi solitari e senza scheletro che non presentano mwgqsinapomorfie anatomiche.
Rappresentanti molto noto di questo ordine nel mwiqMediterraneo sono il pomodoro di mare (mwigmwiwActinia equina), che popola la mwjazona intertidale, fino a pochi metri di profondità, e l'anemone verde
Contents
• Biologia
• Note
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Descrizione
Rispetto ad altri membri degli mwkaAnthozoa o mwkqHexacorallia, le attinie mostrano una grande diversità nell'anatomia del mwkgpolipo; la disposizione dei mwkwmesenteri, la mwlamuscolatura e la morfologia dei mwlqtentacoli variano all'interno di questo gruppocite-ref-0-2-0[2]. Sono forme a mwmgpolipo solitarie, talora di dimensioni consistenti, con una estrema varietà di forme e colorazioni.cite-ref-bioeu-3-0[3] Il corpo, grossolanamente cilindrico, ha una struttura molto semplice: consiste infatti di uno strato epiteliale esterno, detto ectoderma o epiderma, e di uno interno, detto endoderma o gastroderma. All'estremità superiore del corpo si trova il disco orale, piatto e a mwnwsimmetria raggiata.
La bocca è circondata da una o due corone di tentacoli, affusolati, provvisti di mwqqnematocisti.
D'altronde, le uniche caratteristiche fenotipiche uniche finora identificate per i membri dell'ordine sono i lembi apicali sulle nematocisti, tre elementi triangolari all'apice delle capsule che si flettono verso l'esterno durante la scaricacite-ref-4[4].
La bocca è collegata alla cavità gastrica mediante un tubo detto stomodeo. Uno o due angoli dell'apertura orale presentano una gronda ciliata, il mwsasifonoglifo, che serve a generare costantemente una corrente d'acqua, e ciò anche quando la bocca è chiusacite-ref-5[5]. Il corpo poggia su un disco pedale, che consente all'attinia di ancorarsi al substrato grazie alla muscolatura basale e a spostarsi in lenti movimenti per strisciamento.
L'apertura buccale delle attinie immette in un sacco largo e breve dalle pareti sottili, fibrose e contrattili, il mwtgcelenteron. Fra questo e l'involucro esterno del corpo, rimane una cavità mwtwmesogleica che è separata in molte camerette da un gran numero di setti fibrosi longitudinali, i mwuamesenteri, attaccati inferiormente alla faccia interna del disco pedale.
Le estremità inferiori dei filamenti mesenterici hanno delle appendici retrattili dette mwugaconzicite-ref-6[6] che sono armate con mwvwnematocisti e possono sporgere attraverso la parete del corpo o la bocca. Le divisioni della cavità perigastrica contengono le mwwagonadicite-ref-khanna-7-0[7], gli apparati della riproduzione, che consistono in sottili cordoncini aggomitolati, circonvoluti ed uniti al margine libero dei diaframmi per mezzo di una delicata membranella.
Negli individui del sesso maschile, tali organi racchiudono una moltitudine di granellini, che sono capsule spermatiche contenenti abbondanti spermatozoidi; nelle femmine danno ricetto ad analoghi corpuscoli che sono uova. Queste non possono discernersi dalle capsule precitate se non per mezzo dell'esame microscopicocite-ref-1-8-0[8].
Biologia
Alimentazione
Riproduzione
Nelle specie unisessuali, che sono le più frequenti, la fecondazione avviene col trasporto nell'acqua degli spermatozoidi fino alle cavità ovigere. Le larve, dopo la nascita, sono quasi perfettamente simili ai progenitori; essi rimangono qualche tempo nel corpo della madre, e quando hanno raggiunto le condizioni opportune per vivere indipendenti, questa li espelle fuori della sua bocca.
Si hanno anche esempi di attinie ermafrodite come il mwgaCerianthus membranaceus; in esse non è necessario il concorso di due individui perché si compiano le funzioni della generazione, e lo svolgimento nonché la nascita dei nuovi individui si effettua come nelle altre speciecite-ref-1-8-1[8].
Simbionti
Le attinie contraggono frequentemente rapporti di mwkamutualismo o mwkqcommensalismo con altri organismi animali quali mwkgpesci (tipico esempio i pesci pagliaccio della sottofamiglia mwkwAmphiprioninae), mwlaspugne, mwlqcrostacei (p.es. il mwlggranchio porcellana) o mwlwgamberetti (p. es. i gamberetti pulitori della famiglia mwmaPalaemonidae)cite-ref-bioeu-3-1[3] o anche con microrganismi fotosimbioticicite-ref-0-2-1[2].
Tutti questi organismi, immuni alle punture urticanti delle nematocisti, trovano ospitalità e protezione tra i tentacoli delle attinie e, almeno in alcuni casi, ricambiano l'ospitalità ripulendo l'anemone dai detriti organici e dai parassiti.
Tassonomia
In passato l'ordine Actiniaria veniva suddiviso in quattro mwxasottordini: Endocoelantheae, Nynantheae, Protantheae e Ptychodacteae.
Poiché le anemoni sono caratterizzate da un'assenza di attributi che definiscono altri ordini esacoralliani e sono così diverse dal punto di vista anatomico, si è ipotizzato che l'ordine sia mwxgparafileticocite-ref-10[10]cite-ref-11[11]. Anche se la mwzwmonofilia è prevista sulla base di studi su larga scala delle relazioni intra-cnidari (gli attiniari sono tipicamente considerati come un gruppo parallelo agli ordini mw0aAntipatharia, mw0qCorallimorpharia, mw0gScleractinia e mw0wZoanthideacite-ref-won2001-12-0[12]), questi non avevano fornito ancora una prova convincente della monofilia dell'ordine. Uno studio filogenetico su 156 taxa, che ha testato nel 2014 la loro monofilia e ha messo in luce le relazioni nell'ordine Actiniaria, ha portato ad una semplificazione, con il riconoscimento di due soli sottordini:cite-ref-0-2-2[2]
• sottordine mw3gAnenthemonae (comprende Endocoelantheae più le specie della famiglia mw3wEdwardsiidae).
• sottordine mw4qEnthemonae (include tutte le specie in passato incluse in Protantheae, Ptychodacteae, e Nynantheae)
La sistematica attualmente accettata è pertanto la seguente:cite-ref-worms-1-1[1]
• ordine Actiniaria
• sottordine mw6wAnenthemonae
• superfamiglia mw7gActinernoidea mw7wStephenson, 1922
• mw8gActinernidae mw8wStephenson, 1922
• mw9qHalcuriidae mw9gCarlgren, 1918
• superfamiglia mw-aEdwardsioidea mw-qAndres, 1881
• mw-aEdwardsiidae mw-qAndres, 1881
• sottordine mw-wEnthemonae
• superfamiglia mwaqiActinioidea mwaqmRafinesque, 1815
• mwaqyActiniidae mwaqcRafinesque, 1815
• mwaqkActinodendridae mwaqoHaddon, 1898
• mwaqwAndresiidae mwaq0Stephenson, 1922
• mwaq8Capneidae mwaraGosse, 1860
• mwariCondylanthidae mwarmStephenson, 1922
• mwaruHaloclavidae mwaryVerrill, 1899
• mwargHomostichanthidae
• mwaroIosactinidae mwarsRiemann-Zürneck, 1997
• mwar0Limnactiniidae mwar4Carlgren, 1921
• mwasaLiponematidae mwaseHertwig, 1882
• mwasmMinyadidae mwasqMilne Edwards, 1857
• mwasyPhymanthidae mwascAndres, 1883
• mwaskPreactiniidae mwasoEngland in England & Robson, 1984
• mwaswPtychodactinidae mwas0Appellöf, 1893
• mwas8Stichodactylidae mwataAndres, 1883
• mwatiThalassianthidae mwatmMilne Edwards, 1857
• superfamiglia mwatuActinostoloidea mwatyCarlgren, 1932
• mwatkActinostolidae mwatoCarlgren, 1932
• mwatwHalcampulactidae mwat0Gusmão, Berniker, Van Deusen, Harris & Rodríguez, 2019
• superfamiglia mwat8Metridioidea mwauaCarlgren, 1893
• mwaumAcontiophoridae mwauqCarlgren, 1938
• mwauyAcricoactinidae mwaucLarson, 2016
• mwaukActinoscyphiidae mwauoStephenson, 1920
• mwauwAiptasiidae mwau0Carlgren, 1924
• mwau8Aiptasiomorphidae mwavaCarlgren, 1949
• mwaviAliciidae mwavmDuerden, 1895
• mwavuAmphianthidae mwavyHertwig, 1882
• mwavgAndvakiidae mwavkDanielssen, 1890
• mwavsAntipodactinidae mwavwRodríguez, López-González & Daly, 2009
• mwav4Bathyphelliidae mwav8Carlgren, 1932
• mwaweBoloceroididae mwawiCarlgren, 1924
• mwawqDiadumenidae mwawuStephenson, 1920
• mwawcGonactiniidae mwawgCarlgren, 1893
• mwawoHalcampidae mwawsAndres, 1883
• mwaw0Haliactinidae mwaw4Carlgren, 1949
• mwaxaHormathiidae mwaxeCarlgren, 1932
• mwaxmIsanthidae mwaxqCarlgren, 1938
• mwaxyKadosactinidae mwaxcRiemann-Zürneck, 1991
• mwaxkMetridiidae mwaxoCarlgren, 1893
• mwaxwNemanthidae mwax0Carlgren, 1940
• mwax8Nevadneidae mwayaCarlgren, 1925
• mwayiOctineonidae mwaymFowler, 1894
• mwayuOstiactinidae mwayyRodriguez, Barbeitos, Gusmao & Haussermann, 2012
• mwaygPhelliidae mwaykVerrill, 1868
• mwaysSagartiidae mwaywGosse, 1858
• mway4Sagartiomorphidae mway8Carlgren, 1934
• mwazeSpongiactinidae mwaziSanamyan N., Sanamyan K. & Tabachnick, 2012
• mwazqmwazuincertae sedis
• mwazgAntheomorphidae mwazkHertwig, 1882
• mwazsRelicanthidae mwazwRodríguez & Daly, 2014
• mwaz4Sarcophinanthidae mwaz8Andres, 1883
Note
cite-note-0-22. ↑ mwabg(mwabkmwaboEN) Estefanía Rodríguez, Marcos S. Barbeitos e Mercer R. Brugler, mwabsmwabwHidden among sea anemones: the first comprehensive phylogenetic reconstruction of the order Actiniaria (Cnidaria, Anthozoa, Hexacorallia) reveals a novel group of hexacorals, in mwab0PloS One, vol.mwab4 9, n.mwab8 5, 2014, pp.mwaca e96998, mwaceDOI:mwaci10.1371/journal.pone.0096998. mwacmURL consultato il 27 febbraio 2020.
cite-note-bioeu-33. ↑ mwackmwacomwacsLe attinie, su mwacwbiologiamarina.eu. mwac0URL consultato il 28 novembre 2014.
cite-note-44. ↑ mwade(mwadimwadmEN) Abigail J. Reft e Marymegan Daly, mwadqmwaduMorphology, distribution, and evolution of apical structure of nematocysts in hexacorallia, in mwadyJournal of Morphology, vol.mwadc 273, n.mwadg 2, 2012-02, pp.mwadk 121-136, mwadoDOI:mwads10.1002/jmor.11014. mwadwURL consultato il 27 febbraio 2020.
cite-note-55. ↑ citereftreccani-antozoimwaeamwaeeAntozoi, in mwaeiTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwaemURL consultato il 7 aprile 2020.
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cite-note-1-88. ↑ mwaf0Arturo Issel, mwaf4mwaf8Varietà di storia naturale, Biblioteca Utile, 1866, p.mwaga 152.
cite-note-1010. ↑ mwag4(mwag8mwahaDE) Oscar Hertwig e Richard Hertwig, mwahemwahiDie Actinien: anatomisch und histologisch, mit besanderer Berücksichtigung des Nervenmuskelsystems, G. Fischer, 1879. mwahmURL consultato il 27 febbraio 2020.
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Bibliografia
• mwai0Fautin D.G., Allen G.R., Field guide to anemonefishes and their host sea anemones, Perth, WA, Western Australian Museum, 1992, ISBN 0-7309-5216-9 (archiviato dall'url originale il 10 gennaio 2015).
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) sea anemone, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Actiniaria, su Catalogue of Life.
• citereffossilworks-org(EN) Actiniaria, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Actiniaria, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefworms(EN) Actiniaria, su WoRMS.
• mwaju(EN) ITIS Standard Report Page: Actiniaria, in Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il 14/03/2008.
• mwajc(EN) Catalogue of Life, su catalogueoflife.org.